LE RISORSE UMANE, IL PATRIMONIO PIÙ IMPORTANTE

Massimo Tammaro

Venerdì 9 novembre scorso, in conclusione del ciclo di eventi tenutosi presso lo stand DIMITTO a Key Energy 2018, l’Ente di Certificazione Italo-Svizzero ha proposto alla propria platea il tema: “le risorse umane, il patrimonio più importante”.

 

Per l’occasione è intervenuto con un proprio speech, l’advisor ed ex Freccia tricolore, Massimo Tammaro, invitato a raccontare ai presenti e agli oltre 1200 utenti online la propria esperienza alle Frecce e in Ferrari.

 

Ad annunciarlo una clip di 3 minuti; un fermo immagine iniziale sulle tricolori, seguito dal maestoso volo dei caccia al ritmo di un soundtrack avvincente.

 

“In genere dopo questo video sono tutti delusi, si aspettano uno alto, biondo, con gli occhi azzurri…” Ha scherzato Massimo, che ha fatto il proprio ingresso allo stand con in mano una sorpresa: il casco indossato nel corso delle proprie avventure di Freccia, mostrandolo agli occhi incuriositi di spettatori e passanti.

 

Tammaro ha, quindi, introdotto il pubblico nella propria realtà, raccontando del percorso alle Frecce (1998-2010) e in Ferrari (2010-2018).

 

“Ci tengo a dire che sono una persona molto fortunata. – ha rivelato Tammaro – Ero, infatti, un ragazzo che sognava di fare il pilota.”

 

Da pilota militare a istruttore di volo, per poi approdare alle Frecce tricolori, prima leader della formazione, poi comandante, rimettendo i “piedi per terra” in qualità di amministratore delegato dell’azienda.

 

Seguivano 7 anni in Ferrari in cui Massimo ha potuto consolidare le proprie esperienze gestionali, acquisite prima nel settore risorse umane, quindi come enterprise risk manager.

 

“In questi anni ho imparato a dialogare con tutte le funzioni aziendali. – commenta – Non porto regole ma esperienza pura, non sono qui per insegnare; quello che dico deriva da ciò che ho imparato.”

 

“Per generare performance – prosegue –  è necessario che un’ azienda abbia risorse umane competenti, ma la differenza tra chi ottiene risultati e chi, invece, vuole vincere e basta dipende dal modo in cui viene condiviso l’obiettivo e dai valori che si hanno.”

 

Tammaro ha dunque svelato la chiave del successo in team, elencando alcune semplici parole: rispetto, fiducia e umiltà. Ingredienti fondamentali che consentono il funzionamento di qualsiasi tipo di business, perché in grado di fare recepire l’importanza di tutte le risorse.

 

“Una delle più grandi lezioni che ho imparato, ricoprendo ruoli molto diversi tra loro – ha, infatti, evidenziato Tammaro – è che il lavoro degli altri è facile solo quando non tocca a te farlo.”

 

Tuttavia, come ha commentato il General Manager di DIMITTO, Nunzio Morrone, al termine dello speech dell’ex Freccia, i valori di umiltà, rispetto e fiducia non possono essere insegnati.

Per questo le risorse Skilful DIMITTO vengono selezionate in primis in base ai propri principi e valori, solidi binari su cui viaggia il brand.

 

Binari che DIMITTO si impegna a saldare giorno dopo giorno, grazie alla periodica realizzazione di iniziative, volte a creare coesione tra le proprie risorse, come l’annuale appuntamento del team building aziendale.

 

“Ho proposto al management di fare il primo team building – spiega Nunzio Morrone – nel 2012. In quell’occasione abbiamo passato 3 giorni ad Alberobello e ci siamo divertiti molto. Nonostante fosse stato realizzato senza alcuna strategia, ha portato frutti importanti.”

 

“Da qui – prosegue – l’idea di investire in team building annuali. L’ultimo lo abbiamo fatto il 14-15-16 settembre scorsi. Li pianifichiamo già da inizio anno, proprio perché nel tempo i risultati si sono visti: hanno permesso a DIMITTO di diventare squadra, creando empatia e facendo riconoscere a ciascun componente i propri limiti.”

 

l’Ente di Certificazione ha, inoltre, in ballo la realizzazione di un piano welfare aziendale, finalizzato a migliorare le condizioni lavorative di dipendenti e collaboratori.

 

“Questo va aldilà del premio produzione, è un qualcosa che servirà alle nostre risorse per permettergli di sentire l’azienda come propria. Credo, infatti che un’impresa non sia solo dei soci, ma delle persone che ci lavorano.”

Ha dichiarato il General Manager di DIMITTO.

 

“Costruire un piano welfare – prosegue – non è, tuttavia, semplice: quest’anno abbiamo creato un gruppo di lavoro chiamato a elaborare un accordo di 2° livello, da passare al vaglio dei sindacati. L’idea è quella di creare un contratto nazionale di lavoro che sia fatto su misura per DIMITTO, dopodichè partirà il discorso welfare rivolto non solo ai dipendenti, ma anche ai professionisti che collaborano con noi.”

 

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