Certificazioni e crescita: le armi per non morire

Certificazioni e crescita: le armi per non morire

Le aziende vivono in contesti in rapido cambiamento. Molte reagiscono arrangiandosi, invece servono metodo e continuo miglioramento. In tal senso le certificazioni sono uno strumento di crescita.

 

Quella forte sensazione di disagio soffoca i pensieri e annebbia la vista. Ancora un ostacolo, un altro problema da risolvere, come se non ce ne fossero abbastanza: le tasse, i debiti, i clienti rompi coglioni. Basta, chiudo. Oppure mollo un po’ di zavorra, ho bisogno di essere più leggero. E delle certificazioni, «chissenefrega».

La reazione alle difficoltà la conosciamo bene. Ci siamo passati tutti. La tensione sale, crediamo di non farcela e l’animo è inquieto. Oppure reagiamo alla Rocco Barbaro con un liberatorio «menefotto». Quest’ultima reazione, la più immediata, in realtà è la più pericolosa. Perché se invece di una reazione, diventa un metodo, crolla tutto. Crolla lo spirito che crea un legame solido tra i dipendenti, nonostante le difficoltà. Crolla l’attenzione verso i clienti perché, tanto, basta che paghino. Ma c’è una terza reazione alle difficoltà. Non le rende più belle, non le elimina, ma ci consente di affrontarle al meglio.

La terza reazione passa per le certificazioni. Non ci credi? Seguimi.

 

La stagnazione del pensiero

La terza reazione, però, non funziona sempre. Dipende dal nostro modo di pensare che, spesso, è stagnante. Proprio come la nostra economia: tutti fanno sempre le stesse cose, propongono le stesse cose e reagiscono allo stesso modo. È la stagnazione del pensiero imprenditoriale. Colpisce un po’ tutti, anche i più volenterosi. È quella forma di pensiero che blocca la vista e non ci fa vedere che, in realtà, le difficoltà sono occasioni di crescita.

Ok, ribadisco il concetto. Le difficoltà restano tali. Non diventano belle e non si annullano. Ma si possono affrontare diventando così uno strumento di crescita e, quindi, di guadagno. Al contrario, pensare sempre allo stesso modo, non cambiare la propria azienda dall’interno, frena la crescita. E ciò che non va avanti, muore.

 

Trasformare le difficoltà in opportunità

È un atteggiamento rivoluzionario e come in tutte le rivoluzioni, richiede coraggio. Innanzitutto con se stessi. La rivoluzione non consiste nel lanciare una molotov sulla polizia, nel manifestare in piazza o nel combattere il sistema col coltello tra i denti. La vera rivoluzione è con se stessi. È quella che avviene all’interno della propria azienda e ha a che fare con l’idea di qualità. Sì, la qualità. Ce ne vantiamo quando parliamo del nostro prodotto finale, ma non la consideriamo quando c’è da trattare come si deve i dipendenti, quando bisogna seguire le procedure imposte dalla legge o solo dal buon senso. Quante volte, ad esempio, si legge di aziende che si vantano di fare bene tutto e poi, per raccontarsi, usano foto pessime perché «tanto, che ci vuole, me le faccio da solo col cellulare».

Sai perché, all’inizio della sua storia, il sito di Airbnb non riusciva a decollare? Perché le foto erano di scarsa qualità. Non sto facendo questo discorso per dirti che buone foto salveranno la tua azienda. Voglio dirti, però, che quando pensi alla qualità, lo devi fare pensando a tutti i passaggi che si fanno in azienda. Ma per fare questo, devi avere il giusto atteggiamento. Insomma, serve una conversione interiore. A proposito, cosa è diventata, nel frattempo, Airbnb? Mettendo a punto il loro metodo, i fondatori sono passati dal non avere i soldi per pagare l’affitto della loro casa, ad avere 300 milioni di ospiti in dieci anni per un giro di 41 miliardi di dollari.

 

La certificazione è una opportunità

Lo ammetto. Questo titolo dice solo una parte della verità. Le certificazioni sono un’opportunità, è vero. Ma prima ancora possono essere vissute solo come una difficoltà. A noi tutti interessa crescere. Il fatturato non basta mai, la concorrenza è spietata e la crisi ci spezza le gambe. Ed allora, invece di crescere, il rischio è quello di puntare solo alla sopravvivenza (per quanto a volte sia l’unico obiettivo possibile in attesa che la tempesta si plachi). Quando si punta alla sopravvivenza, però, comincia l’arte di arrangiarsi che, spesso, è la nemica della crescita perché punta a mantenere solo lo status quo.

Sun-tzu, nel suo celebre L’arte della guerra, invita a conoscere la configurazione del terreno. Per questo penso che la conoscenza del contesto in cui l’azienda opera (interno ed esterno) sia fondamentale. Il contesto cambia, cambia di continuo e cambia sempre più velocemente. Non si può vivere in modo passivo questi cambiamenti. Seguendo la strada della certificazione, invece, metti in moto una forza interiore che ti consente di conoscere meglio il contesto e ti aiuta ad adattarti, in modo plastico, ai continui cambiamenti. E cosa più importante, con le certificazioni fai tuo un metodo. Quindi, non ti arrangi, ma impari una strada da percorrere.

 

Cosa puoi fare per crescere?

È semplice. Basta chiamarmi. Così ci conosciamo, valutiamo il contesto e possiamo capire come il processo di certificazione può aiutarti a crescere. Sono più di 1500 le aziende italiane che hanno intrapreso il loro percorso di crescita con Dimitto.

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