Cambiare per prosperare

Non si cambia per sopravvivere. Questo la facciamo già. Le certificazioni aiutano a cambiare per prosperare.

Quante sono le onde del mare? Se sai rispondere a questa domanda, allora conosci la differenza tra azienda e impresa. Perché un’azienda è un’onda. Per quanto alta e potente, nasce e muore in un arco di tempo e di spazio determinato, spesso molto breve. Anzi, per essere precisi direi che un’azienda è un’onda che ha una consapevolezza: quella di essere solo un’onda.

L’impresa, invece, è un’onda che ha la consapevolezza di essere mare. Sa bene che la sua vita va oltre la vita di un’onda. Un’impresa è ben consapevole di essere fatta per le cose grandi. È questa consapevolezza che ha fatto importanti, solo per citarne alcune, la Olivetti o la Apple.

Come diamine mi viene in mente di parlare di onde, di mare e di imprese proprio ora, a settembre inoltrato? Perché l’altro giorno ho ripensato a un paio di telefonate ricevute sotto l’ombrellone, proprio mentre guardavo il mare. Durante la prima, il mio interlocutore sosteneva – anzi, si vantava – di vivere le certificazioni come un mero pezzo di carta. E infatti la sua azienda è sempre lì, uguale a se stessa. Con dipendenti che vanno e vengono come alla fermata della metro. Perché alla fine tutti desiderano andare via.

Subito dopo ho ricevuto la telefonata di un altro imprenditore. Abbiamo parlato di vacanze, di famiglia e di rapporti umani e professionali. Abbiamo parlato anche di difficoltà da superare. Davvero tante. Troppe. Ma una cosa ci ha rincuorato: anche noi siamo sempre lì, uguali a noi stessi. Ma sempre diversi, con uno sguardo sempre nuovo sulla vita e sul mercato. E sempre con gli stessi dipendenti, orgogliosi di sentirsi mare in mezzo a tante onde.

Chi ci aiuta in questa traversata oceanica? Le certificazioni. Come? Perché ci spingono a migliorare e, soprattutto, ad avere uno sguardo profondo. Come può avvenire tutto ciò? Perché le certificazioni ti aiutano a non guardarti addosso.

 

Certificazioni: gli allenatori della nostra impresa.

«Io voglio essere libero e agire come meglio credo», diceva l’imprenditore della prima telefonata. Giusto, anche io voglio essere libero. Ma ti svelo un segreto: la nostra libertà, la nostra spontaneità è solo la conseguenza dei nostri schemi mentali, di azioni meccaniche che ci spingono a comportarci sempre allo stesso modo. Per cui, se siamo così illuminati da riconoscere i meccanismi che ci fanno vivere come robot e non da persone libere, allora possiamo procedere spediti verso il miglioramento continuo. Altrimenti abbiamo bisogno di un aiuto, di un metodo e di un allenatore.

Faccio un parallelo col mondo dello sport: pensi che Nadal sia diventato un grande campione da solo o anche grazie a qualcuno che, giorno dopo giorno, lo ha aiutato a riconoscere e a superare i suoi limiti? Con le imprese funziona allo stesso modo. Abbiamo tutti bisogno di aiuto. Ecco perché considero le certificazioni un supporto fondamentale per il successo di ogni azienda. E siccome le procedure da sole non bastano, ho pensato il metodo Goiso. Sì, un metodo è una procedura, ma in questo caso l’aspetto umano e professionale è parte indissolubile del metodo stesso.

Concludo citando alcune parti di un libro dedicato ad Adriano Olivetti. Ai suoi tempi le certificazioni ancora non esistevano, ma il suo modo di fare ha anticipato ciò che ora mettiamo nero su bianco. Da queste poche righe puoi capire quanto sia fondamentale cambiare per migliorare.

«Innovazione, espansione e comunicazione. Questi tre fattori si sviluppo (…) sono stati le chiavi di volta del successo di Olivetti (…). Bisognava guardare avanti ed entrare nel mercato con nuovi prodotti, tecnologicamente all’avanguardia e competitivi. Per questo bisognava riorganizzare tutto, strutture e processi di produzione (…).

Un Ufficio di produzione (…) si occupava giorno dopo giorno di ottimizzare il lavoro, un Ufficio sviluppo e pubblicità si occupava della comunicazione, ritenuta subito fondamentale per accettare la sfida con i competitor internazionali, un Ufficio progetti si concentrava sulla ricerca. Già negli anni ’30 Olivetti assunse decine di giovani ingegneri e li spinse a un lavoro indefesso di aggiornamento e progettazione. E tutto questo in un periodo di grande depressione che metteva in difficoltà le altre concorrenti straniere (…).

“Dobbiamo far bene le cose e farlo sapere”, diceva Olivetti ai suoi collaboratori»*.

 

Cosa puoi fare oggi?

Puoi cominciare a riorganizzare le strutture e i processi di produzione della tua impresa. E puoi farlo facendoti aiutare dalle certificazioni. In tal caso CHIAMAMI. Sarò felice di essere al tuo fianco in questo avvincente percorso verso «innovazione, espansione e comunicazione».

 

*Adriano Olivetti, Lezioni di Business. Area 51 publishing.

 

 

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